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El Garaje LOBBO
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cronica

Bezzecchi vince il Gran Premio di San Marino 2026 a Misano in una gara di strategia tattica

Bezzecchi vince il Gran Premio di San Marino 2026 a Misano in una gara di strategia tattica

Arrivava a Misano con il ritmo giusto. Nel warm-up della mattina Bezzecchi aveva sceso la barriera dell'1:31, l'unico sotto quella cifra, ma il vantaggio su Márquez non era confortevole. Non lo è mai a Misano quando c'è Ducati rossa sull'asfalto.

La partenza fu pulita. Bezzecchi controllò dalla prima curva. Non fu una partenza esplosiva, bensì efficiente, quella di un pilota che già sapeva dove aveva bisogno di spendere energia e dove no. Márquez partì secondo, in attesa. Dietro, il plotone italiano si ammassava cercando aria pulita: Martín non si sentiva "al livello" dei suoi inseguitori, una dichiarazione che peserebbe sempre più conforme avanzavano i giri.

I primi venti giri marcarono il polso. Bezzecchi manteneva un ritmo costante, senza tirare di più, senza rilassarsi. Era la gara di mezzofondo che Misano esige: chi prova a vincere al primo giro finisce perdendo al trentesimo. Márquez incalzava, cercava un errore, provava in curve medie se c'era recupero possibile. Nulla. Il ritmo del numero 72 era solido.

Giro 23. Quel fu il punto di rottura. In frenata di curva lenta Márquez tentò l'attacco interno. Bezzecchi chiuse la linea senza aggressività, senza contatto, ma lasciò chiaro che lo spazio non era per due. La manovra durò un secondo. Marc si ritirò. Quella decisione tattica, probabilmente la più importante del pomeriggio, marcò psicologicamente il resto della gara. Márquez ancora rodava veloce, ma non attaccava più. Seguiva soltanto.

La degradazione dello pneumatico posteriore, il fattore determinante a Misano, giocò a favore del vincitore. Bezzecchi aveva costruito la sua strategia da venerdì con quel problema centrale: come arrivare al giro 25 senza che la gomma posteriore fosse un ostacolo. Circolava alto di pressione, conteneva l'accelerazione in uscita di curva, portava il peso verso l'asse anteriore. Piccoli dettagli che sommavano.

Marc Márquez tagliò il traguardo 1,3 secondi più indietro. Veloce, consistente, ma senza la magia che il momento chiedeva. Terzo arrivò Acosta, che nello Sprint di sabato era stato coinvolto nell'incidente con Aldeguer, un contatto che entrambi descrissero come "conneries", come cose di gara dura. Nella distanza lunga Acosta non riuscì a rompere il fronte, sebbene rodasse con scioltezza. La sensazione nel paddock era che la KTM portasse ritmo ma che Bezzecchi e Márquez operassero in un'altra lega questo fine settimana.

Il podio completo mantenne l'equilibrio di poteri attuale. Ducati rossa vinceva. Ducati nera inseguiva. KTM risaliva in terza posizione. Aprilia, che sfoggiava la sua livrea speciale 'Perla Bianca' in omaggio a Vespa e a Gilles Villeneuve, non riuscì a piazzarsi nei tre primi, un dato che suggeriva come il cambio estetico non portasse cambio dinamico.

In termini di campionato, la vittoria avvicinava Bezzecchi ai leader. Ogni punto a Misano vale doppio qui: il territorio ducatista, la pista di casa di Borgo Panigale, il pubblico che canta in italiano quando i rossi chiudono un giro pulito. Dopo questa gara, la lotta per il titolo restava aperta ma con Bezzecchi che recuperava terreno.

Misano World Circuit Marco Simoncelli rimane quello che è sempre stato: una pista da ingegnere, non da eroismo. Chi porta meglio gli pneumatici posteriori, chi gestisce meglio la temperatura dell'asfalto in curva tre e otto, chi non butta via in uscita, quello è chi alza il trofeo. Bezzecchi lo ha fatto alla perfezione. Márquez ha provato a rompere quel copione. Non ha potuto. Così è Misano.

Lo Sprint di sabato aveva lasciato indizi. Bezzecchi vinse la prova corta, un indicatore che il ritmo era suo. L'incidente tra Acosta e Aldeguer, due piloti giovani che si prestarono la pista, servì da promemoria: sabato tutto si perdona più facilmente. Domenica, ogni movimento ha conseguenze. Acosta lo assimilò. Aldeguer pure. L'industria MotoGP fabbrica piloti con quella intelligenza tattica sempre più presto.

Con questa vittoria, Bezzecchi mette a segno la sua seconda dell'anno. La classifica generale del campionato si aggiusta dopo Misano, con gli inseguitori che calibrano le loro opzioni per le prove che restano. Il calendario mantiene velocità: rimangono circuiti che storicamente favoriscono altri piloti, altri costruttori. Ma oggi, a Misano, il territorio era rosso.

La prossima tappa è il calendario completo della stagione da consultare, sebbene ci sia già dibattito nei garage su quale circuito romperà questa inerzia ducatista. Misano ha sigillato un capitolo. Non il finale, ma uno definitivo nella battaglia per il titolo.

Fonti consultate

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