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El Garaje LOBBO
Imagen original de it.motorsport.com
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Honda al comando del venerdì a Le Mans, ma la pioggia minaccia di coprire la risposta

Honda al comando del venerdì del Gran Premio di Francia. Luca Marini, il più veloce. Il dato domina i titoli nel paddock di Le Mans. La domanda arriva subito dopo: c'è sostanza dietro, oppure la pioggia del fine settimana lo coprirà prima di scoprirlo?

Honda in testa: il peso del dato e il suo asterisco

Marini firma il miglior tempo del venerdì a Le Mans. Che una Honda guidi la giornata non è una formalità: non accadeva da anni che fosse l'immagine consueta di un venerdì di MotoGP. La RC213V ha mostrato ritmo in condizioni variabili, con sensazioni che il team descrive come un passo avanti reale rispetto agli ultimi round.

Detto questo: è venerdì. Le sessioni di prove con pista mutevole gonfiano e sgonfiano gerarchie. La degradazione del pneumatico posteriore in asciutto resta ancora da vedere. E il ritmo di gara, che è quello che conta domenica, non si misura in un giro lanciato.

La lettura prudente è quella corretta. Honda è dove non se l'aspettavano. Punto. Quello che arriverà sabato dirà se il progresso è strutturale o circostanziale.

La minaccia della pioggia

Il meteo per sabato a Le Mans punta a precipitazioni. Se piove in qualifiche o nella sprint, i tempi del venerdì restano congelati come riferimento e l'ordine della griglia si decide in condizioni che distorcono qualsiasi conclusione tecnica.

Le Mans ha già regalato qualifiche atipiche con pioggia in anni precedenti. Per Honda, la peggior notizia possibile: un fine settimana bagnato impedirebbe di confermare che il ritmo del venerdì era rappresentativo. Per il resto del paddock, l'incertezza si moltiplica.

Jorge Martin lo verbalizza senza giri di parole. Il pilotaggio in Aprilia gli ha regalato un venerdì corretto nonostante una brutta partenza mattutina che lui stesso attribuisce ad aver dormito troppo. "Per domani sono pronto se piove", ammette il campione. Le Mans in bagnato è un'altra gara.

Márquez rimane fuori dal passo diretto

L'altro lato del venerdì lo firma Marc Márquez. L'otto volte campione non entra tra i dieci migliori e dovrà passare per Q1 sabato. La sua autocritica è netta: "Non è che gli altri vadano più veloci, è che io vado più lento".

La frase riassume la sessione. Ducati continua ad avere muscoli nel complesso, ma il primato assoluto del venerdì le sfugge.

Acosta si salva per un pelo

Pedro Acosta subisce una caduta inaspettata negli ultimi minuti della pratica, proprio quando stava affrontando un giro veloce. La conseguenza è una qualificazione per Q2 al limite, passando per il rotto della cuffia. Lo stesso pilota riconosce che la caduta "non era prevista" e che è arrivata nel momento in cui il tempo iniziava a migliorare.

È il tipo di avvertimento che un pilota giovane non vuole ricevere il venerdì in un circuito a una sola linea come Le Mans.

Zarco sogna in casa

Johann Zarco gestisce lo scenario con testa. Il francese non nasconde l'emozione: "Sarebbe bello finire sul podio". Le Mans è il suo circuito, il suo pubblico, il suo contesto. Il sogno è sul tavolo, sebbene il venerdì non lo abbia piazzato nella lotta per le prime posizioni.

Toprak si assume il P20

Toprak Razgatlioglu conclude il venerdì in ventesima posizione e si addossa l'errore da solo: "È colpa mia". Il turco non cerca scuse e riconosce che il rendimento non è stato dove avrebbe dovuto.

Bezzecchi e il tracciato a una sola linea

Marco Bezzecchi mette il dito sulla questione tecnica. Le Mans, dice, ha "una sola linea" per essere veloce. Questo comprime i tempi, complica i sorpassi e obbliga a centrare la qualifica. Chi non parte davanti, soffrirà domenica.

Quello che resta da risolvere

La qualifica di sabato peserà il doppio in un circuito dove sorpassare è un esercizio di pazienza. La sprint darà il primo vero termometro del ritmo di gara. E il tempo, letteralmente, comanderà.

La domanda editoriale rimane aperta: il venerdì di Honda era fumo o c'era arrosto dietro? Sabato ha la risposta. Se il cielo la lascia vedere.

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