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El Garaje LOBBO
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Lambiase, McLaren e Red Bull: i retroscena del pasticcio di Miami

Il paddock di Miami si è svegliato con una di quelle notizie che cambiano la mappa interna della Formula 1 senza necessità di un cambio di piloti. Gianpiero Lambiase, race engineer di Max Verstappen e una delle figure umane più solide di Red Bull nell'ultimo decennio, andrà in McLaren. La conferma è arrivata al Gran Premio degli Stati Uniti disputato a Miami, e a poche ore di distanza Red Bull e McLaren erano già seduti allo stesso tavolo cercando di contenere il rumore. La domanda non è se Lambiase se ne va. È che cosa si farà esattamente quando arriverà a Woking.

La fuga di notizie che ha acceso il paddock a Miami

La notizia è stata cucinata nello scenario peggiore possibile per gestirla con discrezione: un fine settimana di gara, con tutti i media specializzati accreditati a pochi metri dagli hospitality di entrambi i team. In questione di ore, quello che sembrava un'operazione tecnica conclusa si è trasformato in un dibattito pubblico su ruoli, gerarchie e future strutture di comando.

Ciò che ha sorpreso non fu tanto l'operazione in sé quanto il suo protagonista. Lambiase non è un ingegnere come gli altri della radio box. È la voce che Verstappen ascolta durante ogni giro, in ogni safety car, in ogni decisione di pneumatici. Rompere quella simbiosi è una decisione di grande portata che Red Bull evita di prendere da anni, e la lettura del paddock è stata immediata: se Lambiase si muove, qualcosa di più grande si sta muovendo sotto.

Chi è Gianpiero Lambiase e quale peso reale ha in Red Bull

Lambiase è arrivato in Red Bull proveniente da Force India e ha scalato i gradini fino a diventare race engineer di Verstappen e, in parallelo, una figura con responsabilità trasversale sull'operazione di gara del team. Questa doppia condizione è importante. Una cosa è essere l'ingegnere di gara di un pilota. Un'altra del tutto diversa è coordinare l'operazione sportiva del fine settimana al completo.

Nei quattro titoli consecutivi di Verstappen tra il 2021 e il 2024, Lambiase è stato il filtro tra la radio box e il cockpit. Ha tradotto a un pilota di carattere difficile le decisioni strategiche, ha incassato le sgridate via radio senza perdere la lucidità e ha mantenuto la catena di comando funzionante anche nei momenti in cui Red Bull si tensionava politicamente al suo interno. Alla luce dei dati sportivi, il suo peso specifico è difficile da sottovalutare.

Il dibattito sul suo futuro ruolo in McLaren: ingegnere o direttore del team?

Qui c'è il vero fulcro del pasticcio. Le prime versioni che circolavano a Miami posizionavano Lambiase come futuro team principal di McLaren, il che automaticamente apriva una domanda imbarazzante sul posto di Andrea Stella. Altre fonti, invece, lo descrivevano come un acquisto tecnico di alto livello senza attribuzioni di comando sportivo globale.

La differenza non è semantica. Un team principal comanda l'ingegneria, il dipartimento sportivo e la rappresentanza pubblica del team. Un capo tecnico di gara, per quanto alto possa stare nell'organigramma, no. Che due versioni così diverse convivessero per ore dice molto di come sia stata diffusa l'operazione: in fretta, senza un comunicato congiunto e con margine sufficiente affinché ogni media interpretasse il contratto secondo la propria fonte.

L'effetto domino: Andrea Stella e i rumors che Ferrari è uscita a spegnere

Il secondo fronte del pasticcio si è aperto per rimbalzo. Se Lambiase arrivava come team principal, Stella era di troppo. E se Stella era di troppo, il mercato gli cercò una destinazione. Ferrari fu il nome che suonò di più, in uno scenario che in F1 si ripete quasi ogni stagione quando c'è un italiano libero nella cupola tecnica di un team grande.

La lettura del paddock, tuttavia, non indica un terremoto nella cupola di McLaren. Le fonti interne del team di Woking insistono sul fatto che la stabilità del progetto sportivo non è in discussione, e l'operazione Lambiase deve leggersi come un rinforzo, non una sostituzione. La risposta non convince del tutto finché McLaren non chiarisce per iscritto il ruolo esatto dell'italiano. Ma è la versione che meglio si adatta a ciò che il team sta costruendo dal 2023.

Red Bull e McLaren si siedono a parlare: perché è stato necessario

Che due team rivali si incontrino nel bel mezzo di un fine settimana di gara per parlare di un acquisto che diventa effettivo due anni dopo non è usuale. È accaduto perché il rumore pubblico stava consumando il controllo della narrazione. Da Red Bull la postura è stata chiara: non entrare in una guerra di versioni incrociate, non giocare al ping-pong di dichiarazioni con McLaren e lasciare che i contratti parlino da soli.

È una postura coerente con il protocollo non scritto della F1 quando un acquisto di personale chiave salta prima del tempo. I contratti in vigore pesano, le clausole di non concorrenza pesano, e il periodo tra l'annuncio e l'incorporazione effettiva solitamente si gestisce con un accordo tacito di non ostilità pubbliche. Quando quell'accordo si rompe, qualcuno deve sedersi per ricomporlo. È quello che è successo a Miami.

Che cosa cambia nell'equilibrio di potere della griglia

Il fondo della questione è competitivo. McLaren si porta via un ingegnere che conosce dall'interno come pensa Verstappen in gara, come reagisce sotto pressione, che tipo di comunicazione funziona e quale no. Quella conoscenza, se Verstappen rimane in Red Bull, è capitale intangibile applicato contro il principale rivale sportivo del momento.

Per Red Bull, l'uscita è strutturale. Non si sostituisce un decennio di relazione pilota-ingegnere con un cambio di nome nella radio box. Ci sono precedenti chiari nella F1 moderna: quando Ross Brawn lasciò Ferrari, il team italiano impiegò anni per ricostituire il suo muscolo strategico. Quando Adrian Newey lasciò McLaren per Red Bull, cambiò il riparto di titoli durante un decennio. I movimenti di personale tecnico chiave non sono aneddotici.

Domande frequenti

Quando diventa effettivo l'acquisto di Lambiase da parte di McLaren?

L'incorporazione è prevista per il 2028, il che implica che Lambiase adempirà il suo contratto attuale con Red Bull prima di cambiare team.

Lambiase continuerà come ingegnere di Verstappen fino ad allora?

Finché non si annunci il contrario, sì. Questa è precisamente la zona delicata dei prossimi due anni: gestire la relazione professionale sapendo che il destino contrattuale è già sigillato.

Che incarico esatto ricoprirà Lambiase in McLaren?

È il punto principale non chiarito dell'operazione. Convivono versioni che lo posizionano come team principal e altre che indicano un ruolo tecnico di alto livello senza comando sportivo globale.

È confermato che Andrea Stella continuerà come team principal di McLaren?

Le fonti interne del team indicano continuità, e i rumors che collegavano Stella a Ferrari sono stati smentiti dallo stesso entourage del team italiano.

Perché Red Bull e McLaren si sono riuniti a Miami?

Per tagliare la guerra di versioni pubbliche e ricondurre il caso ai canali privati abituali in questo tipo di acquisti.

Conclusione

Ciò che sappiamo con certezza è che Lambiase andrà in McLaren nel 2028. Ciò che non sappiamo, ed è quello veramente decisivo, è sotto quale etichetta. La differenza tra arrivare come capo tecnico di gara o come team principal ridisegna completamente l'organigramma di Woking e l'equilibrio competitivo della griglia. La domanda che rimane aperta per i prossimi mesi non è se Verstappen reagirà alla notizia. È quando, e attraverso quale canale, McLaren deciderà di chiarire il ruolo esatto del suo nuovo acquisto.

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